Single post
Smart city, solo questione di tecnologia_Municipium

Smart city, solo una questione di tecnologia?

Di smart city se ne sente parlare spesso, ma raramente sappiamo cosa significa realmente e da dove si parte per rendere una città tale. Comunemente, infatti, si tende associare la smart city all’ultima invenzione high-tech adottata da una città, ma la tecnologia basta per fare questo salto di qualità che tutte le città ricercano attualmente?

Innanzitutto, se si parla di città intelligente il primo pensiero che si deve avere chiaro è per chi si vuole renderla tale. Per migliorare la città, infatti, si deve prima pensare “a chi”, questa smart city, sarà destinata, ovvero i cittadini, e concentrarsi sui bisogni di questi ultimi. Molte città adottano le tecnologie esistenti per poi non utilizzarle affatto oppure utilizzarle ma non nel corretto modo. Essendo coinvolti nel settore delle tecnologie per Comuni, ci sentiamo di intavolare questo discorso perché crediamo nella tecnologia non come mero strumento fisico fine a se stesso, ma come un potenziale ponte per costruire rete e comunicazione tra cittadini e Amministratori. Aldilà della disponibilità di strumenti come un’app per Comuni per esempio, ciò che serve poi è sapere usare al massimo della loro potenzialità per creare dialogo tra i principali attori della città, cittadini e Amministratori. Come un alunno che ha le capacità ma non sa svilupparle al massimo tramite gli strumenti insegnatigli dalla maestra, allo stesso modo un Comune può diventare smart city non con la tecnologia, ma tramite essa. Una distinzione semplice ma che ribalta completamente il significato. Con la tecnologia si dà alla città tutto un corollario di strumenti che poi deve essere applicato sul campo per rendere la città una vera e propria smart city. E per fare ciò, Amministratori e cittadini devono comunicare tra loro per capire sia ciò di cui hanno bisogno i cittadini  per migliorare la loro quotidianità sia cosa gli Amministratori possono fare per andarvi incontro. La tecnologia si posiziona proprio in questo passaggio. Smart city quindi non è solo un bando cui una città si candida per ricevere premi e incentivi. “Smart city – come sottolinea il consulente per Pubbliche Amministrazioni Michele Vianello – è un percorso culturale, eterno ed estremamente relativo che cambia a seconda dell’epoca e dei bisogni culturali della popolazione. Purtroppo, la tecnologia da sola non basta se poi non vi è in chi l’utilizza la consapevolezza e la cultura per sfruttarla al massimo. Un chiaro e recente esempio di questo è il caso di Genova che, sebbene considerata smart city e dotata di tutta la tecnologia necessaria, non è stata in grado, purtroppo, di utilizzarla al meglio per mettere in comunicazione gli attori della città”.

In generale, quindi, si deve distinguere tra la smart city tecnologica e la smart city umanamente tecnologica che è in grado, oltre ad adottare dispositivi tecnologici, come può essere nella fattispecie un’app comunale, di utilizzarli per creare dialogo tra Amministratori e cittadini. Questo è ciò che riteniamo noi con il termine smart city e con Municipium lo stiamo portando avanti, poiché non ci soffermiamo solo alla tecnologia di un’app per Comuni ma andiamo oltre e con lo sguardo miriamo a qualcosa di più: una smart city umanamente tecnologica.

theme by teslathemes