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Verona Comune smart

Il Comune smart sviluppa relazione con il cittadino

Il linguaggio dei Comuni che dialogano attivamente con il pubblico sta finalmente abbracciando nuovi termini, comunque già consolidati nell’esperienza quotidiana del cittadino in un 2014 che, dati alla mano, conferma l’uso massiccio del Web e dei telefoni evoluti, questi ultimi i soli proposti dai negozi come prodotto per il mercato a venire. Così, oggi i dispositivi sono smart, si interagisce con le app, i messaggi si ricevono tramite notifiche push. Piaccia o no, questa è la realtà e, se la si interpreta al meglio, può fornire opportunità insperate. Anche se non conoscesse il termine specifico, il cittadino comunque fruisce e usa tutto questo, ogni giorno. Questi mezzi fanno parte della sua vita. Il giovane, il professionista, l’operaio e persino l’anziano (che potrebbe non usarli direttamente – ma anche questa affermazione è di fatto smentita da molti esempi reali – ma li adotta comunque indirettamente tramite l’interazione con le precedenti categorie), tutti integrano nella propria giornata, nel proprio linguaggio di comunicazione e di interazione questo nuovo vocabolario e questo nuovo modo d’essere. Si tratta, crediamo, di quel way of being in the world alla Heidegger, di una sintesi che si potrebbe tradurre nell’affermazione: “Siamo, oggi, anche i mezzi di comunicazione che utilizziamo”.

Spostandosi dai termini prettamente legati allo strumento tecnologico, il vocabolario si amplia se ad entrare in gioco sono i fronti di comunicazione, servizio e partecipazione nella relazione Comune-cittadino: democrazia digitale (si pensi alla e-democracy o alla e-participation), partecipazione bottom-upe-government, smartcity, agenda digitale. Tutte nozioni variamente interpretate, ben lungi dall’essere mere etichette a nostro avviso. Sono piuttosto concetti cruciali e sfide fondamentali di un mondo che evolve. Si tratta di fronti che l’ente comunale – e l’ente pubblico in generale – non può ignorare se vuole promuovere un contatto reale con la cittadinanza, basato sull’uso di strumenti e modalità che sono di fatto diffusi nella popolazione. Come sempre accade di fronte al nuovo, l’ente può scegliere di abbracciare questo linguaggio e mantenere una capacità di dialogo e interazione concreta, rimanendo in relazione con il cittadino e sviluppandola anche sui nuovi fronti comunicativi. In alternativa, può chiudere gli occhi, restare indietro, ancora una volta distante, dando conferma di tristi stereotipi italiani, in cui l’amministrazione pubblica viene percepita come entità staccata, divisa e lontana dall’esperienza giornaliera del comune cittadino. Si tratta dell’amministrazione che, così, risulta spesso poco comprensibile, magari poco trasparente, magari travisata per poco utile e così via. L’esperienza di un Comune italiano di piccole-medie dimensioni, quello di Mozzecane in provincia di Verona, sta dando dimostrazione dei miglioramenti nella relazione ente-cittadino, quando reinterpretata secondo i linguaggi attuali, sempre evolventi, unendo tecnologia a buona cultura nell’utilizzarla. Il Comune ha attivato la soluzione Municipium ottenendo in poco tempo forti feedback di scaricamento e interazione sull’app, a riprova di un canale fertile, già familiare al cittadino, funzionale. Un esempio, una conferma che il Comune smart sviluppa la relazione con la propria cittadinanza e parla la lingua evolvente di un mondo in costante cambiamento.

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